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-- Foto dei motori della Autobianchi A112 normale --

Le caratteristiche del motore della Autobianchi A112

I motore che equipaggiò le varie versioni della Autobianchi A112 per tutto il lungo corso della sua carriere evolutiva, apparteneva alla celebre e super collaudata serie identificata con la sigla Fiat "serie 100" .

Si trattava in buona sostanza di motori a 4 tempi, contraddistinti dall' architettura del 4 cilindri in linea verticale, dotati di distribuzione a catena, con albero a camme montato nel basamento, distribuzione comandata da aste e bilancieri, con testa in lega di alluminio dotata di 8 valvole, e albero motore a 3 supporti.

Durnte il lungo periodo durante il quale vennero utilizzati per motorizzare le autovetture prodotte dalla casa torinese e dalle sue controllate, fra le quali va annoverata anche la casa di Desio, furono montati seguendo maggiormente la disposizione trasversale anteriore e in qualche caso quella longitudinale posteriore.

Furono inizialmente prodotti negli stabilimenti della Fiat a Mirafiori e poi negli stabilimenti della Bielsko-Biała, a partire dall' anno 1955, e sino all' anno 2000.

Tale propulsore, caratterizzato da un' architettura molto semplice, ma tetragono agli sforzi, molto robusto, e  dunque anche molto affidabile era caratterizzato da valori di consumo specifico piuttosto bassi, e da un rapporto potenza/cilindrata piuttosto elevato. specie se paragonato a quello prerogativa di altri propulsori prodotti all' epoca.

Dopo circa quarant' anni di onorato servizio, a partire dall' anno 1985, venne gradatamente sostituito nella gamma di motorizzazioni del gruppo automobilistico dall' altrettanto celebre FIRE, concettualmente molto più moderno, ed altrettanto valido.

Il motore "Fire" però non equipaggiò mai la Autobianchi A112, poichè quand' esso venne immesso sul mercato la vettura in questione era già uscita di produzione.

La storia del motore che equipaggiava la Autobianchi A112

La "Fiat 600", prima utilitaria italiana del dopoguerra presentata nel corso dell' anno 1955, fu la prima auto prodotta dalla celebre casa automobilistica torinese ad essere equipaggiata con quello che si sarebbe dimostrato un propulsore riuscitissimo sotto tutti gli aspetti.

Tale propulsore, concepito e sviluppato dal team guidato dll' ingegner Dante Giacosa in soli quattro mesi, di concezione tradizionale, era contraddistinto dall' avere una cilindrata iniziale di soli 633cc, e di fatto sostituì nell' impiego un rivoluzionario propulsore raffreddato ad aria, frutto di un progetto che la dirigenza della casa giudicò troppo innovativo e  in anticipo sui tempi..

Nato dunque come motore studiato appositamente per sfruttare la disposizione posteriore e longitudinale, seppe evolversi senza alcuna difficoltà, tanto che per un periodo di circa quarant' anni venne utilizzato per equipaggiare moderne vetture a trazione anteriore, disposto non longitudinalmente, bensì trasversalmente, e nella parte anteriore dell' autovettura e non in quella posteriore.

La sua cilindrata crebbe via via, sino a raggiungere sulle ultime versioni prodotte il valore di circa 1050 cm³,  e la potenza che era in grado di erogare passò dall' iniziale valore di circa 21HP ai 70HP prerogativa della Autobianchi A 112 Abarth.

Differiva principalmente dal motore della Fiat “Topolino”, del quale si poteva definire un' evoluzione, per la presenza delle valvole in testa (peraltro già introdotte sulla 500B dell' anno 1949), dell' albero a camme posizionato nel basamento anziché lateralmente, della circolazione dell'acqua forzata mediante pompa, anziché per moto convettivo (a “termosifone”), per la presenza del collettore di aspirazione integrato nella fusione della testa, e per la presenza dell 'accensione a puntine e spinterogeno, anziché a magnete.

Ovviamente tale piccolo ma brillante propulsore per una larga parte della sua carriera evolutiva venne alimentato a carburature, ma a partire dall' anno 1992, comparve l' alimentazione a iniezione, in concomitanza con l' adozione della benzina verde come carburante, e dell' indispensabile nuovo dispositivo antiinquinamento denominato catalizzatore.

La versione caratterizzata dall' avere una cilindrata di 767 cc (motore 100D) venne utilizzata per motorizzare la “600D”, nonchè le Fiat 800 e 770 prodotte in Argentina,

La versione caratterizzata dall' avere una cilindrata di 847 cm³ , e senso di rotazione invertita venne utilizzata per motorizzare le Fiat 850, la Seat 133, e la Fiat  “Panda 34”,

Foto pubblicitaria del motore tipo 100 della Fiat 850

La versione caratterizzata dall' avere una cilindrata di 903 cm³ venne utilizzata per motorizzare le Fiat “850 Sport”, il furgoncino 850T, il 900T/E.

Lo stesso propulsore, rivisto e aggiornato, venne utilizzato per motorizzare oltre che l' Autobianchi A112, la Fiat “127”, la Fiat “Panda 45”, la consorella Seat "Marbella", La Seat "Ibiza", la Fiat “Uno 45”, la “Koral” .e la "nuova Cinquecento”, mentre una versione avente una cilindrata di 965 cm³ venne utilizzata per motorizzare nel corso degli anni 80 sempre alcune versioni dell' Autobianchi  dalla “A112”; la versione più spinta, avente una cilindrata di 1050 cc, e in grado di sviluppare una potenza di 70 HP, venne invece utilizzata per motorizzare la Autobianchi  “A112 Abarth”.

Si trattò dunque di un motore estremamente versatile, che venne nel corso degli anni prodotto in Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Yugoslavia, e adattato all' impiego sia su vetture caratterizzate dall' architettura del “tutto dietro”, sia del “tutto avanti”, nonchè adattato all' impiego sia su veicoli commerciali,  sia su vetture sportive; non và poi dimenticato che tale propulsore superò anche senza difficoltà l' entrata in vigore delle varie normative antinquinamento, si adattò all' utilizzo delle iniezioni elettroniche e ai catalizzatori, e trovò addirittura applicazione sui gruppi elettrogeni di avanguardia a “biogas”.

Calcò per anni la scena dei Rally r delle gare turismo e in salita, come motorizzazione di approccio per generazioni di piloti, sino alla formula “Panda Monza” degli anni ’80.

Non solo, dimostrò la sua grande versatilità riuscendo persino a essere utilizzato come motore motociclistico sulla particolare Shifty "900", una motocicletta che montava la versione 903 erogante 45 HP  (versione Fiat 127), che venne prodotta in circa 70 esemplari dal costruttore Ugo Grandis (Padova), nel corso degli anni compresi tra il 1977 e il 1982.

La moto Schifty 900, motorizzata con l' arcinoto 903 made in Fiat

Sempre nel corso dello stesso periodo ne venne anche realizzata una versione "marinizzata",e l'ultima evoluzione messa in produzione adottò il dispositivo delle punterie idrauliche.

Ecco una breve serie di immagini del propulsore che equipaggiava la Autobianchi A112, esaminando le quali appare chiara la sua appartenenza alla grossa famiglia della serie di motorizzazioni denominate Fiat tipo 100; appare altersì evidente ed il fatto che la sua struttura per tutto il corso della lunga carriera evolutiva del modello che motorizzava, durata quasi diciassette anni, non abbia subito alcuna variazione significativa.

Slide-Show

Cliccate sulle immagini, esse diverranno visibili nella loro dimensione originale...

 Autobianchi A112 normale, anno 1971,

 vista  laterale  sinistra del  propulsore

Autobianchi A112 Elegant, anno 1972,

vista  laterale sinistra del  propulsore

Autobianchi A112 Elegant, anno 1972,

vista   laterale  destra del  propulsore

Autobianchi  A112 Elegant, anno 1973,

vista  laterale  destra  del  propulsore

Autobianchi A112 Elegant, anno 1975,

vista  laterale sinistra del  propulsore

Autobianchi A112 Elegant, anno 1975,

vista  laterale sinistra del  propulsore

 Autobianchi    A112    base,    anno 

1979, diverse viste del propulsore

 Autobianchi  A112  Junior, anno  1980,

vista  laterale sinistra del  propulsore

Autobianchi  A112 Elite, anno  1982,

vista laterale destra del propulsore

Autobianchi  A112  Elite, anno  1982,

vista laterale sinistra del propulsore

Autobianchi A112 Junior, anno 1984,

vista laterale sinistra del propulsore

  Autobianchi    A112   Junior,  anno

 1984, diverse viste del propulsore

Autobianchi A112 Junior, anno 1985,

vista laterale sinistra del propulsore