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------------- La Storia dell' Autobianchi A112 -------------

Le origini del progetto

Nel corso della seconda metà degli anni sessanta, l' industria automobilistica italiana, ed in particolar modo la Fiat, che da sempre ne era considerata il membro più rappresentativo in qualità di produttore di auto utilitarie di gran successo, dovette suo malgrado fare i conti con la incisiva e numericamente preoccupante penetrazione sul mercato automobilistico dell'epoca di un modello tecnicamente rivoluzionario e indubbiamente molto riuscito come la mitica Mini, prodotta dalla casa automobilistica inglese Morris, e frutto della vulcanica mente dell' ingegner Alex Issigonis.

La Mini Minor "originale", prodotta dalla Morris

La casa automobilistica inglese era riuscita, stipulando un accordo con l' italiana Innocenti, ad aggirare l' ostacolo degli elevati dazi doganali, che di fatto ostacolavano la diffusione del modello in Italia, mettendo in produzione la brillante e riuscitissima vetturetta in territorio nazionale.

La vettura in questione, sostanzialmente analoga al modello prodotto in Inghilterra, ma ovviamente marchiata Innocenti, divenne nel giro di pochissimo tempo molto popolare tra il pubblico automobilistico nostrano,  riscuotendo in generale un buon successo di vendite tra l'utenza giovanile, ed in modo particolare un successo ancora maggiore tra quella femminile. 

La versione italiana prodotta dalla Innocenti

La casa automobilistica torinese non era ormai più in grado di contrastare efficacemente la penetrazione sul nostro mercato della rivoluzionaria e innovativa vetturetta inglese, prodotta per così dire sotto "mentite spoglie" entro i confini nazionali, poichè il modello da lei prodotto appartenente alla stessa fascia di mercato, l' ormai obsoleta Fiat "850", non era in grado di rivaleggiare neanche lontanamente, sia a livello di immagine, e tanto meno a livello di concezione tecnica con la rivoluzionaria e concettualmente ben più moderna utilitaria anglo-italiana.

L' utilitaria Fiat 850, "concorrente" della Mini

Pienamente consapevole di questa situazione, commercialmente molto sfavorevole alla casa automobilistica Fiat, l' ingegner Dante Giacosa decise di correre ai ripari, proponendo, tramite la controllata casa automobilistica Autobianchi, una vettura caratterizzata da modeste dimensioni esteriori, come l'ormai celebre concorrente anglo-italiana, e come quest' ultima, ma a differenza dell' ormai tecnicamente e esteticamente sorpassata  Fiat 850, contraddistinta da un aspetto elegante, e dotata della moderna trazione anteriore.

L' ingegner Dante Giacosa, ideatore della Fiat 500

Due prototipi della Autobianchi A112

Secondo Dante Giacosa (noto soprattutto per  essere il  "padre" della mitica Fiat 500...), come del resto era già accaduto per la Autobianchi A111, non si trattava solamente di mettere in cantiere la produzione di un nuovo modello, ma anche di realizzare una sorta di "sperimentazione su larga scala" delle soluzioni tecniche e delle componenti meccaniche che avrebbero poi esordito ufficialmente sulla futura Fiat "127", all' epoca in via di studio e realizzazione.

Nacque così il progetto identificato con la sigla "X1/2", sviluppato in buona sostanza come "sperimentazione sul campo" del progetto identificato con la sigla "X1/4", vale a dire la futura e fortunata Fiat 127.

L' innovativa Fiat 127

Il debutto sul mercato automobilistico dell' epoca

L'Autobianchi A112 debuttò ufficialmente sul mercato automobilistico nel corso dell'anno 1969, durante lo svolgimento del Salone di Torino, ottenendo immediatamente un ottimo e positivissimo riscontro, in particolare tra le categorie d'utenza per le quali essa era stata concepita, le quali tributarono alla nuova, elegante e compatta vetturetta entusiastici consensi.

A questo esordio, indubbiamente molto positivo, seguì nei mesi successivi un successo di vendite in continua crescita, e talmente consistente tale da richiedere continui e massicci ampliamenti delle linee di montaggio, attuati a più riprese nel corso degli anni seguenti.

Nonostante tutti gli sforzi posti in atto dalla casa automobilistica per far fronte compiutamente agli ordinativi, per alcuni anni la produzione non riuscì mai a soddisfare completamente una domanda corposa ed in costante crescita, costringendo gli aspiranti proprietari del nuovo modello a snervanti attese, che in molti casi superavano i dodici mesi.

Oltre all'aspetto indubbiamente gradevole e moderno ed alla brillantezza delle prestazioni, anche i contenuti costi di acquisto e i successivi moderati costi d' esercizio contribuirono a incrementare presso il pubblico automobilistico dell' epoca l' indice di gradimento del nuovo modello, facendolo diventare in breve tempo uno dei modelli di autovettura più diffusi e apprezzati da utenti appartenenti ad ogni fascia, sia sociale, sia di età.

Senza alcun tema di smentita, si può affermare che l' Autobianchi A112 rappresentò la prima embrionale traduzione pratica di un concetto automobilistico che trovò larga diffusione durante il corso del decennio successivo, ossia quello dell' "utilitaria di lusso" .

Durante la sua lunga e fortunata carriera, che coprì un arco temporale di circa diciassette anni, l'Autobianchi  A112 venne fatta oggetto di una lunga serie di restyling e miglioramenti, benchè, a testimonianza della sua valida formula iniziale, la sua struttura e concezione di base rimasero sempre sostanzialmente immutate, tanto che la produzione globale e complessiva si può suddividere in ben otto serie distinte.

Durante il corso dei primi anni ottanta, la commercializzazione in Svezia della popolare vetturetta venne affidata alla casa automobilistica Saab, che la propose identificandola con lo strano appellativo di "Saab Lancia A112."

Qualcosa del genere avvenne anche con il modello che sostituì l'  Autobianchi, la Y10, che venne commercializzata nel corso del decennio successivoi in Francia con il marchio Lancia, e che in effetti gli automobilisti francesi definivano affettuosamente "La Petite Lancia"...

Le versioni derivate

Nel computo totale della produzione vanno poi inserite a pieno diritto alcune versioni estremamente rare, quali  prototipi o modelli unici, sui quali purtroppo si hanno pochissime informazioni certe.

Tra di esse si possono ricordare la  versione denominata "A112 Giovani", studiata dalla Pininfarina nel corso dell' anno 1972, la A112 Felber, stravagante elaborazione proposta da un carrozziere tedesco, alcune versioni cabrio, realizzate su base artigianale come esemplari unici, o al massimo realizzate in piccole serie, proposte da artigiani, e dalla carrozzeria Vernagallo (a dire il vero esteticamente piuttosto infelici...), una versione rielaborata esternamente soprattutto nel frontale, sempre proposta dalla Zagato, una curiosissima versione coupè, costruita dalla carrozzeria Rayton-Fissore, stranamente somigliante alla Porche 928 costruita in quegli anni, una strana versione pick-up, di cui fece menzione la rivista Quattroruote nel corso dell' anno 1987, alcune "spiaggette", realizzate anch' esse su bse artigianale in modestissime serie, nonchè infine alcuni esemplari molto particolari, costruiti appositamente per partecipare alle competizioni sportive.

La Autobianchi A112 nell' inconscio collettivo

Sin dall' avvio della sua commercializzazione, avvenuto nel corso dell' anno 1969, la compatta ed elegante vetturetta raccolse immediati e cospicui consensi da parte del pubblico formato dai suoi potenziali acquirenti, divenendo immediatamente un best-seller a livello di vendite.

Venivano in particolar modo apprezzati le sue indubbie qualità estetiche e funzionali, quali l' eleganza della linea esteriore, l' affidabilità della meccanica, ed il generale equilibrio dell' insieme, sicchè la grintosa vetturetta prodotta dalla casa di Desio divenne immediatamente molto popolare presso la sua utenza, composta principalmente da giovani, in particolare di sesso femminile, ed in effetti l' autore di questo sito ha svolto una piccola indagine a carattere personale, scoprendo che molte cinquantenni di oggi si ricordano ancora con notevole nostaglia l' Autobianchi A112 posseduta in gioventù.

La propensione della Autobianchi A112 ad essere considerata una auto un pò "snob", oltre che la   prediletta da un' utenza prettamente femminile, traspare anche da uno spot pubblicitario del quale è ovviamente protagoniista la piccola vetturetta prodotta dalla casa automobilistica di Desio, visibile qui di seguito...

La versione "cattiva" della popolare vetturetta, l' Autobianchi A112 Abarth, divenne invece immediatamente molto popolare presso quella fetta di gioventù che ambiva possedere un' automobile sportiva, ma allo stesso tempo elegante e ricca di personalità, diventando anch' essa in breve tempo un best-seller nell' ambito del suo settore.

l' Autobianchi A 112 nei Media

Vetturetta di larghissima diffusione, L' Autobianchi A 112 compare sul set di moltissime pellicole cinematografiche degli anni 70 e 80, spesso come protagonista del traffico automobilistico che si svolge nei loro scenari, ma a dire il vero piuttosto raramente in ruoli primari.

La fortunata berlinetta costruita dalla casa di Desio compare rivestendo un ruolo di una certa importanza, solitamente perchè, sia pure nella finzione cinematografica, è l' auto utilizzata dai protagonisti della pellicola in alcuni film degli anni 70 e 80, fra cui alcuni di produzione straniera, come per esempio quelli intitolati rispettivamente "Les confidences érotiques d'un lit trop accueillant ", del 1973, "La sculacciata", del 1974, "La baby sitter ", "Amori, letti e tradimenti", e "La course à l'échalote", tutti del 1975, "Police Python 357", "On aura tout vu", e "Squadra antifurto", tutti del 1976, L'inquilina del piano di sopra", del 1978,  "Luci lontane", "Trois hommes à abattre ", e  "Qua la mano", tutti del 1980, " Banzaï ", del 1983,  "Cento giorni a Palermo", e "Les favoris de la lune" e  "Frankenstein 90", del 1984, "L'imperatore di Roma" e "De bruit et de fureur", del 1988, e "Excellent Cadavers", del 1999.

La piccola berlinetta, in versione Abarth, ricopre poi un ruolo, come dire primario, in un episodio della celebre serie Tv poliziesca tedesca intitolata "L' ispettore Derrik"

Essa, sempre in versione Abarth,  nel corso dell' anno 2009 è diventata la protagonista di un film giapponese d' animazione, intitolato "Buddha saitan".

La grintosa berlinetta appare anche in una serie di fumetti manga giapponesi, pilotata dalla mitica bambola-robot Arale.

La Autobianchi poi compare finalmente ricoprendo un ruolo veramente primario, in un film girato nel 2010, che si rifà al clima sociale dei travagliati anni 70, intitolato "I primi della lista", utilizzata in varie occasioni dai protagonisti della stessa pellicola.

L' Autobianchi A112 è poi anche nota ai più, poichè fu la vettura sulla quale viaggiava il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, in compagnia della moglie Emanuela Setti Carraro, quando entrambi vennero assassinati dalla mafia, la sera del 3 settembre dell' anno 1982.

Ecco uno stralcio dell' articolo pubblicato dal giornale La Stampa il giorno successivo all' accaduto..."Hanno assassinato prima la moglie e poi lui. Una scarica di fucile sparata a bruciapelo contro Emmanuela Setti Carraro. 32 anni, una seconda contro il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nominato prefetto di Palermo il 2 aprile. Le pallottole hanno sbriciolato i vetri della «A 112» targata Roma, l'auto ha sbandato e si è schiantata contro un muro. Dalla Chiesa ha tentato di proteggere la moglie facendole da scudo con il proprio corpo. Ma invano: i killer hanno sparato da posizioni diverse, una pioggia di proiettili si è abbattuta sull'auto crivellando il prefetto e la moglie.,,, 

Il famoso calciatore Roberto Bettega, mentre era alla guida di un' Autobianchi A112, fu vittima di un grave incidente automobilistico, il 2 Novembre dell' anno 1984.

Ecco uno stralcio dell' articolo pubblicato dal giornale Repubblica il giorno successivo all' accaduto..."Roberto Bettega, ex ala sinistra della Juventus e della Nazionale, è rimasto gravemente ferito ieri pomeriggio in un incidente stradale. La sua auto, una A112, è uscita di strada per ragioni non ancora del tutto chiarite mentre percorreva a forte velocità l' autostrada Torino-Milano in direzione del capoluogo lombardo. Bettega, che ha riportato un forte trauma cranico con frattura dell' occipite, è stato ricoverato all' ospedale Maggiore di Novara. I medici, dopo averlo sottoposto al Tac, sono parsi piuttosto ottimisti, anche se non hanno ancora sciolto la prognosi in attesa..."

Il collezionismo legato alla Autobianchi A112

Vetturetta popolare e di larghissima diffusione, l' Autobianchi A112 continuò a far parte del panorama automobilistico delle strade nazionali (e non solo di quelle...) ancora per molto tempo, posteriormente alla sua uscita di produzione.

Col tempo, e date le peculiari caratteristiche della vettura era inevitabile che accadesse, una folta schiera di appassionati e più in generale simpatizzanti del modello, si è preoccupato di salvare dalle varie campagne rottamazione degli anni 90 svariati esemplari dello stesso, ricondizionandoli e restaurandoli con passione, e attualmente vengono organizzati svariati raduni, durante lo svolgimento dei quali i possessori di esemplari della fortunata utilitaria esibiscono con orgoglio le loro creature, perfettamente funzionanti, e accuratamente restaurate.

Analoga sorte è ovviamente toccata alla versione Abarth della fortunata berlinetta, e molti esemplari della stessa, accuratamente restaurati e allestiti, vengono attualmente urilizzati durante lo svolgimento di gare che vedono solitamente protagoniste auto storiche dello stesso periodo.

Un' aggressiva e grintosissima Autobianchi A112 Abarth straniera

Una bella immagine di una Autobianchi A112 Abarth immatricolata A.S.I.

Un' Autobianchi A112 Abarth dalla livrea particolare